LIBRI: QUANDO A
VENEZIA SI PREMIAVA LA 'SPOSA PIU'
VIRTUOSA'
UN SAGGIO SUL 'COMITATO DI
PUBBLICA ISTRUZIONE'

Un premio alla ''sposa piu' virtuosa'' di Venezia, il controllo degli artisti, l'eliminazione delle vestigia della Serenissima in nome della democrazia giacobina di stampo francese. Sono solo alcuni dei provvedimenti promossi dal Comitato di pubblica istruzione della Municipalita' provvisoria democratica di Venezia, insediatasi dopo la caduta del Maggior Consiglio nel 1797, scoperti e raccolti in un volume da Pietro Bortoluzzi, docente veneziano (editore Piazza-U.V.).
Gli atti del comitato sono stati scovati in un fondo dell'Archivio di Stato ai Frari, e rappresentano uno spaccato del tentativo di instaurare in laguna modelli di vita, regole morali e organizzative tipiche delle idealita' rivoluzionarie di fine '700. Il governo provvisorio veneziano veniva visto come continuazione della vera tradizione democratica veneziana, interrotta dai tempi della Serrata del Maggior Consiglio, e in esso si volevano realizzare le aspirazioni di uguaglianza, anche attraverso un' azione di ''promozione ideologica e di supporto teorico'', come li definisce l' autore, esercitati dal Comitato di pubblica istruzione.
In un veloce excursus, illustrato dai documenti di archivio, Bortoluzzi passa in rassegna tutta la produzione del Comitato, fra cui l' ''tutto cio' che concerne alla educazione repubblicana'', le ''feste nazionali'', e tutta la materia che in precedenza era competenza dei Provveditori di Comun, alle Razon vecchie e nuove, ossia dalla pulizia delle strade alle manifestazioni popolari.
Tra le curiosita' figura il tentativo di ''democratizzazione'' dei tre pennoni in piazza San Marco - ribattezzata 'piazza della comune' - ai quali sarebbero dovuti essere apposti i simboli dei valori rivoluzionari (liberta', virtu', eguaglianza); altri propendevano invece per l'abbattimento per erigere al loro posto un ''albero dell'uguaglianza''. Si convenne di lasciarli al loro posto, ponendo il berretto frigio sopra il pennone centrale e i fasci consolari a quelli laterali.
Il libro passa quindi in rassegna i rapporti con la stampa (veniva imposto l' obbligo di indicare il nome del tipografo), con il clero e le solennita' religiose (con il mantenimento delle feste dell' Ascensione, del Redentore e di San Rocco), la regolamentazione dei traghetti e dei lavori pubblici.
Per quanto riguarda l' educazione vera e propria, viene citata l' adozione di un ''catechismo patriottico'' nelle scuole e l' abolizione del Collegio dei Nobili della Giudecca, istituto che forniva la classe dirigente alla Serenissima. Il Comitato cerco' di risollevare le sorti dell'Accademia di Belle Arti e di riformare le scuole ''Normali''. Ma nonostante gli sforzi, pian piano l' energia della Municipalita' venne a scemare.
''Come alla fine di una recita - conclude Bortoluzzi - escono i protagonisti e la scena resta desolatamente vuota, pronta a riempirsi di nuovi rituali, questa volta di stampo imperiale''.
(ANSA).