Le esplusioni di settembre
(30 settembre 2006 - Possagno. Formato PDF)
- Decreto di espulsione 2/2006 dell'esalievo infedele F.C.
(30 settembre 2006 - Possagno. Formato PDF)
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Il sito ufiziale del CO.A.P.ORG.AS.EX.A.M.83
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per la prima volta in ventitré anni mi rivolgo a questa illustre platea, per rendere conto del mio operato a cento giorni dall’elezione presidenziale.
Il tredici maggio scorso il dottor Andrea Buoso mi lasciava il testimone in questo ruolo così prestigioso ma anche così arduo e difficile. Il giudizio sul suo operato è aperto, ma mi sia consentito rivolgerGli in questa sede un riconoscimento non formale, per aver saputo governare le sorti del nostro Comitato in una annata critica, contrassegnata dalla caduta del regime berlusconiano e dagli inizi, sempre incerti, della ricostruzione dello Stato democratico.
Così come desidero rivolgere un particolare pensiero di saluto non soltanto ai miei sostenitori elettorali, ma anche a quanti non se la sono sentita di concedermi la loro fiducia ed, inoltre, agli amatissimi Fradei assenti: a tutti quelli che non hanno potuto (o voluto) condividere qualche momento di sana e piacevole compagnia con i vecchi compagni di classe. A tutti, certo, meno due, contro i quali voglio lanciare da questo pulpito un’invettiva per il fatto di non averli mai visti a nemmeno una Cena di Classe. Confermo, nei loro confronti, i provvedimenti “temporaneamente definitivi” di espulsione immediata, già promessi in campagna elettorale, alla stessa stregua del trattamento che converrebbe adottare, in ben altri contesti, nei confronti degli extracomunitari in esubero (applicazione della cosiddetta Pontini-Bossi-Fini, che non è una nuova tratta della metropolitana romana, ma una pesantissima legge, fatta per i disturbatori ed i sovvertitori dell’Ordine Pubblico costituito).
Tutti noi ricordiamo che durante l’ultima Cena è stato adottato un metodo atipico per l’elezione del Presidente: lo scrutinio segreto, mai prima d’ora utilizzato, sull’indicazione vincolante di una “italiana” residente all’estero.
Una formula insolita, ovviamente legittimata dai pareri autorevoli del Segretario Permanente e del Consiglio dei Saggi (i Presidenti emeriti Exam83), che peraltro non ha cambiato nella sostanza le indicazioni già ben definite dallo Spirito di Possagno, il quale aveva sommessamente soffiato da tempo sulla mia candidatura.
I “segni” salienti di un trionfo elettorale annunciato sono stati essenzialmente tre:
- la nomina a “Stronzone d’Oro” dell’anno precedente (voglio ricordare che la doppietta Stronzone – Presidente era già riuscita in passato solo a tre personaggi prestigiosissimi della nostra Combriccola: a Crozzoli, a Busetto e a Buchi);
- l’indizione della Cena 2006 dalla Marisa, a San Giobbe, mia Patria e roccaforte elettorale;
- infine la scelta, condivisa da tutti i Fradei di lasciare il gravoso onere delle designazioni alla simpatica Claire.
Chissà se la nostra graziosa amica australiana abbia percepito il peso della responsabilità che in quel momento l’Assemblea le aveva caricato addosso! Non lo sapremo mai, anche se i fatti conseguenti li abbiamo vissuti tutti.
E tutti siamo rimasti impressionati dalla sicurezza e dalla fermezza che Claire ha dimostrato nel consegnare la terza, decisiva rosa proprio a me! Non che non me lo aspettassi, ma quel gesto, così semplice e naturale, squarciando le tenebre di una tiepida notte di maggio, sanciva con estrema chiarezza chi doveva prendere il timone del Co.A.P.Org.As.Ex.A.M. 83.
Prefiggendomi di essere il Presidente di tutti (anche di coloro che stoltamente e infingardamente non mi hanno votato – ‘ffanculo anche la democrazia, la quale funziona molto meglio quando, come osservava Winston Churchill, si è in due a decidere e l’altro è ammalato), desidero in questa sede ribadire gli impegni elettorali che ho assunto con Voi – badate bene – non prima, bensì dopo essere stato eletto, in un momento in cui anche se non Vi avessi promesso niente, sarei comunque stato il vostro Presidente, e Voi, obbligatoriamente, avreste dovuto “sciropparvi” le mie decisioni, salvo i casi previsti dal Titolo IV, artt. 202 e segg. del Corpus Juris Assemblearis.
Anzitutto ricordo - non per vanagloria, ma per serietà e correttezza nei Vostri confronti – che ho già mantenuto la promessa che la Nazionale Italiana di Calcio avrebbe vinto i Mondiali di Germania 2006 (giusto per farvi intendere, se mai ce ne fosse bisogno, che il sottoscritto non parla mai a vanvera, e che ciò che viene promesso, viene mantenuto!…).
Poi ribadisco e confermo la Cena settembrina, a Possagno o dintorni, alla quale auspico possano partecipare il più ampio numero di Membri possibile, in particolare le pecorelle smarrite, a parte ovviamente i due tangheri che ho scomunicato. Il raggiungimento di quest’ultimo obiettivo richiede però il consenso unanime sul disegno del nostro futuro, e la concordia sull’azione del presente.
Per l’attuazione di questi propositi ci sia di incoraggiamento la consapevolezza che la nostra Assemblea nella sua storia ha saputo rispondere a momenti ben più drammatici. E mi si lasci concludere con una raccomandazione, che è anche incitamento all’unità ed alla coesione fraterna: cari Fradei, “duri i banchi!” e ricordatevi sempre che ciò che facciamo in vita, riecheggia nell’eternità.
Grazie a tutti!!!
Il Presidente